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AI – Tendenza o Rivoluzione?

Siamo subissati di messaggi relativi all’Intelligenza Artificiale, che descrivono scenari alternativi e opposti, quale sia un alleato o, peggio, una minaccia incombente. Allora è necessaria una riflessione razionale e dimostrabile come il Metodo Scientifico Galileiano ricorda. Andiamo per gradi.

Da sempre l’uomo crea strumenti che migliorino la sua condizione limitata, siano essi di tipo fisico che di tipo intellettuale. Bene, gli algoritmi di IA fanno parte di un processo evolutivo nella capacità di trasferire alle macchine la capacità di creare connessioni fra contenuti resi disponibili in grandi archivi dati e la loro migliore interpretazione possibile in base a vincoli di progetto posti dai creatori di tale tecnologia.
Ma c’era stato già, negli anni 50, chi lo aveva intuito e previsto. Si chiamava Alan Turing (1912-1954), famoso per aver decrittografato il codice tedesco ENIGMA e, forse meno, per aver ipotizzato e formalizzato il suo “insuperabile” gioco dell’imitazione: il Test di Turing che, per noi informatici, è sempre stato un mito. Un mito insuperabile… fino all’anno scorso!

Turing dice: “Credo che fra circa cinquant’anni sarà possibile programmare i computer in modo da farli giocare tanto bene al gioco dell’imitazione che un esaminatore medio non avrà più del 70% di possibilità di effettuare la giusta identificazione dopo cinque minuti di interrogatorio”.
Sbagliando di poco perché, guardate qui cosa è successo negli ultimi 8 anni:

  • Conferenza NeurIPS 2017: nasce Transformer, un algoritmo che indovina le parole mancanti in un testo dato;
  • Conferenza NeurIPS 2018: nasce GPT (Generatively Pre-trained Transformer)
  • 2020: GPT-3
  • 2022: GPT-3.5
  • 2023: GPT-4
  • 09/12/2023 Sam Altman (CEO OpenAI) dichiara «Ci siamo lasciati alle spalle il test di Turing, e nessuno ci ha fatto caso»
  • 2024: Google Gemini AI

Oggi, per la prima volta nella storia dell’Homo Sapiens, possiamo dialogare con un’entità non umana, creata dall’uomo stesso, e non sappiamo che cosa aspettarci da questa interazione. Chiamiamola Machina Sapiens, citando il Prof. Nello Cristianini.

Allora la vera domanda è: “Sapremo utilizzarla in modo efficiente o sarà lei a manipolare noi?

É chiaro che, per non essere manipolati e non temere ciò che non si conosce, bisogna imparare e, volenti o nolenti, prendere dimestichezza con questa nuova e strabiliante tecnologia!
L’intelligenza artificiale (IA) si sta diffondendo diffusamente in ogni aspetto della nostra vita, per ora informatica, a brevissimo trasversalmente in tutti gli aspetti. E la sua naturale capacità di apprendere e adattarsi in modo autonomo sarà sempre più accelerata.
è una RIVOLUZIONE TECNOLOGICA SENZA PRECEDENTI! 
Allora, dal nostro punto di vista, è sostanziale e importante ricordare che l’IA è uno strumento a nostra disposizione e, come ogni nuova tecnologia, richiede da parte nostra una maggiore consapevolezza sul suo funzionamento per permetterne un utilizzo coerente con gli scopi, in modo da governarlo per ottenerne i benefici.

Il primo passo allora è conoscere e comprendere il suo funzionamento e il suo potenziale per poterlo sfruttare al meglio e nel modo più positivo e, per farlo, potete scegliere uno dei motori IA più diffusi e provarlo gratuitamente.

Fatelo. Domandategli qualcosa che vi interessa del vostro lavoro, o del vostro hobby. Fatelo a viva voce o scrivendolo al prompt – anche se a me il viva voce fa impazzire e mi ricorda HAL9000 – tipo: “Per favore, puoi organizzarmi una gita di tre giorni a Venezia nel periodo Natalizio. Per quattro persone. Con una serata a teatro” oppure “Mi potresti schematizzare un contratto di affitto per un appartamento uso foresteria” oppure “puoi creare una presentazione a partire da questa tabella dati di vendita”.

Sbizzarritevi. Imparate a conoscere l’IA. Ma fate attenzione! Sbaglia anche lei e il nostro ruolo, oggi, diventa assolutamente più professionale e delicato per capire le sue “allucinazioni”.

Il futuro ? Sarà incredibile! E se lo faremo insieme avremo più tempo da dedicare alle cose che contano di più.

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